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GORN
C’è qualcosa, in quei volti che sembrano scolpiti da raffiche di vento, in quei colori che si fanno liquidi sotto piogge interminabili, e lucenti sul candore di furiose tempeste di neve; c’è qualcosache riconduce la mente agli incubi d’infanzia: perché l’atmosfera è quella di una fiaba, con tutto il suo carico di fascino e inquietudine. Una fiaba che, in quanto tale, è un compendio di interrogativi universali, ed è, per un autore di fumetti, il terreno migliore (ma non per questo il più facile) per parlare di sentimenti. Tiburce Oger crea Gorn in un particolare momento della propria vita, quando, cioè, divenuto padre, si pone l’inevitabile questione della precarietà umana; da ciò nasce una lunga serie di riflessioni sul potere del sentimento, che si traduce, su carta, in un’opera di cui il Sentimento è protagonista indiscusso. Il Principe Gorn non è che un pretesto, il veicolo di cui Oger si serve per consentire all’amore di combattere una battaglia che è il più audace dei nostri sogni: sconfiggere la morte. E’ infatti la forza incommensurabile dell’amore per una donna a permettere allo spirito di Gorn di agire sotto le sue sembianze terrene anche a seguito del proprio assassinio. Attorno a questo ambizioso progetto nasce una saga che, dopo un tragico avvìo (il protagonista muore a pagina 6 del primo volume), si sviluppa in una fitta e articolata serie di eventi di grande impatto emotivo. Difficile non restarne invischiati; difficile restare immuni al fascino di fate, elfi, cavalieri, demoni e dei che, muovendosi in uno scenario ora incantato, ora apocalittico, comunicano comicità e tragedia nell’arco di una stessa pagina. Personaggi che, pur vantando precisi caratteri individuali, non sono che pezzi di un unico sfondo su cui troneggia la figura di un fantasma: quello del Principe Gorn, vigliaccamente ucciso in battaglia dai sanguinari Occhirossi ”, e a cui il suo amore per una donna, Eliette, consentirà di condurre un’esistenza tragicamente sospesa tra vita e morte, nel tentativo di ricongiungersi a lei. Questo, dunque, il tema centrale. Ma Gorn ”, come già detto, è una saga; il che comporta che, nel suo percorso , venga narrato l’evolversi di una vicenda familiare. Ecco allora comporsi, pagina dopo pagina, volume dopo volume, la storia di una nobile famiglia, le radicidi Gorn e i suoi discendenti, individualmente dotati di magiche storie personali, fatte di destini epici e di misteri in cerca di risoluzione. E, in questa sorta di ramificazione della struttura narrativa, può capitare di imbattersi in personaggi solo apparentemente (Madama Squarciagola, Ferbrel il trovatore, ecc…) che, lungo la storia, acquisiscono spessore fino a diventare parte integrante del quadro. Un quadro di ambientazione essenzialmente gotica, dipinto con le tonalità della paura; spiccano i grigi, i toni cupi del verde, i ruggine. Il rosso, quello acceso, è prerogativa del fuoco, degli inferi, degli occhi dei mostri acerrimi nemici di Gorn. Oger ha dipinto così il suo scenario, di esplicita ispirazione nordeuropea, frutto di una serie di viaggi attraverso foreste e luoghi densi di antiche suggestioni naturali, per riprodurre, attorno a Gorn e i suoi, una suggestione sospesa tra realtà e leggenda. Ed è proprio il senso di sospensione, l’irrisolto, il filo conduttore della storia. Sospeso tra vita e morte è Gorn, principe fantasma, sospeso è il suo amore per Eliette, perché costantemente in bilico sull’odio verso demoni e dei, dei quali tenta di provare l’inesistenza; sospesa è la vita degli abitanti di questa magica regione, dove non finiscono mai le guerre, perché demoni e dei (sospesi gli uni sugli altri) non cessano di mettere gli uomini alla prova, per rafforzare il proprio dominio su di essi. Niente di strano, quindi, che viaggiando con Gorn, ci si trovi a risalire vertiginose montagne sospese su immensi laghi, e sulle cui aguzze sommità si ergono, come sospesi in aria, castelli dalle tortuose architetture. Niente di strano che l’interrogativo centrale resti sospeso su un’ipotesi di risposta (l’amore può sconfiggere la morte?!) E niente di strano che l’eroe di questa nuova, affascinante storia a fumetti, abbia un aspetto trasparente ”, come dire, sospeso tra un bozzetto e una prova definitiva di colore.
4 ARTICOLI di GORN.
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(Serie GORN n.1)
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